25122011

25122011

Quando un cinese di settant’anni mezzo nudo ti apre la porta, non puoi fare a meno di pensare a paesaggi desolati.
Per quei primi tre secondi che passano tra un buongiorno e la consegna della colazione, rimani lì ad osservare e a cercare di spiegarti quello che vedi.
Inevitabilmente non ci riesci.
Ecco fatto, anche l’immagine di Gollum rovinata per sempre.
A proposito, Buon Natale.

Buon Natale nel senso non religioso della cosa, poichè io e la religione siamo come quella coppia di amici che se rimangono nella stessa stanza per un pò di tempo, finisce che non riescano più a sopportarsi.
Va tutto bene finchè ognuno è per la sua strada, mi fa piacere sapere gli ultimi aggiornamenti, comprendo il suo punto di vista senza condividerlo, accetto la diversità di pensiero, ma non chiedetemi di invitarla per un aperitivo o per una storia seria, perchè poi mi toccherebbe dirvi “ve l’avevo detto”, quando si lamenterà in lacrime dicendo che l’ho trattata male.
Buon Natale quindi nel senso dell’amicizia, dello stare con persone care, approfittare dell’occasione per stare con tutti loro e condividere una giornata, mezza, qualche ora o quello che è.
E non dimenticatevi di ricevere regali.
Fare in modo di provocare la faccia soddisfatta e sorridente della persona che ti regala qualcosa è un gesto che tutti dovremmo fare almeno a Natale.
Insomma, non sono molto pratico a nascondere disappunti vari, nel senso che se mi stai sul cazzo si vede parecchio, ma almeno oggi credo che bisognerebbe sforzarsi un pò di più, anzi, meglio se ci buttiamo dentro il pacchetto completo.
Parlo di scartare il regalo velocemente, come se lo aspettassi da una vita, facendo ovviamente caso alla bellissima carta in cui è avvolto, complimentarsi anche per quella e poi via a strappare tutto.
Sciogliersi in mezze esclamazioni quando riconosci il contenuto dalla scatola (a meno che l’altro/a non sia tra i geni che cambiano la scatola apposta per confondere le acque fino alla fine) e partire già da quel momento a ringraziare.
Importantissimo al fine di prolungare l’effetto ottenuto è l’aprire anche la scatola e buttarsi sull’oggetto come se la persona davanti a voi fosse scomparsa, dando così a vedere la totale bramosia che tenevate repressa nell’attesa. Non preoccupatevi per questa persona, non vorrà altro che farsi da parte, lasciandovi nel vostro mondo ora un pò più accessoriato ed osservarvi sorridendo dentro e fuori, magari con la testa un pò piegata di lato, come a pensare “oooooohhh guarda com’è felice – sono contento prima io per lui/lei”.
A questo punto però, dopo un lasso di tempo di qualche minuto, dovrete ritornare a dare cenni di apprezzamento.
La commozione è molto apprezzata, effetto sicuro e prolungato, ma non è da tutti e non va bene con tutti i regali.
Insomma, se ti regalano una foto incorniciata e ti lanci in occhioni liquidi, bocca tremolante, sguardo intenso e un silenzio da urlo, probabilmente vi scambieranno per un emotivo instabile del cazzo.
L’iper-apprezzamento funziona solo con quelli che fanno regali al solo scopo di star bene con se stessi, per cui direi che è quello che va per la maggiore. Una serie di “noooooooo dai…” “non può essere vero” e vari impossibile, non ci credo, fantastico, completamente inatteso, non l’avrei mai immaginato, condiranno il tutto. Attenzione a dare il tempo all’altro di ribattere con frasi tipo: ma figurati, so che lo volevi, è solo una sciocchezza, per te questo ed altro. Sono tutte cose che gli servono per ingrassarsi da solo un altro pò, cosa che vi torna utile in quanto l’effetto che cercate sarà enfatizzato.
Molto difficile ma di grande impatto è il silenzio dovuto a shock.
Dovete dare l’idea che quanto avete ora tra le mani sia la cosa più lontana dalla vostra immaginazione, una cosa talmente grande e voluta che non osavate pensarla, talmente desiderata che ora che l’avete vi sentite quasi più pieni.
Se il regalo è un vibratore, il tutto sarà molto più sensato e probabilmente non starete fingendo poi così tanto.
Secondo me, l’alternativa che vi salverà sempre è un pò di tutto: alternare esclamazioni di giubilo a silenzi, complimenti a ringraziamenti, qualche tirata di naso come se steste trattenendo una lacrima, un pò di bocca aperta, sguardi di ammirazione e il gioco è fatto.
Ovviamente questo richiede una grande abilità in tutti gli altri singoli atteggiamenti, per cui è necessario fare molta pratica.
Di conseguenza datevi da fare col ricevere quanti più regali possibile, senza scordare di non farvi scrupoli a causare sensi di colpa in chi dovesse mancare. In fondo, state solo lavorando per il Natale successivo, quando anche queste persone finalmente potranno sentirsi bene osservandovi in scena.

Ovviamente, il Natale non è solo ricevere regali.
C’è anche il pranzo o la cena. Per i più allenati ci sono entrambi.
E’ assolutamente necessario, vietato anche solo pensare il contrario, riuscire a far parte di qualche cena o pranzo offerto da qualcuno, a cui è altrettanto necessario mangiare quanto più cibo possibile, al fine di valorizzare e compensare al massimo lo sforzo che avete fatto per spostare la vostra persona da un punto A ad un punto B per poi stare seduti qualche ora.
Ah giusto, dimenticavo: avrete anche portato qualcosa, come del vino o qualche dessert.
Questo vi autorizza a spazzolare via dal tavolo almeno cinque portate, trasformandovi in uno sciame di locuste di quelli che si vedono solo ogni dieci anni.
Se alla fine nessuno vi sorprende ad allentare la cintura e a stare seduti come se doveste partorire, significa che del Natale non avere capito una cippa.
Quindi lo ripeto: dovete mangiare anche se non avete più fame, anche se sapete già che ci metterete un paio di giorni a digerire, anche se quel singolo pasto spazzerà via un mese di dieta e una volta arrivati a casa vi attaccherete al barattolo di bicarbonato come se fosse un barattolo di nutella e voi una teenager che ha appena visto il suo ragazzo con il suo ragazzo.
La fame in questi casi è assolutamente un orpello di cui dimenticarsi.
Cosa che riesce facilmente dopo i primi venti minuti. Tutto quello che viene dopo è semplicemente oltre, ma insomma, quando mai vi ricapiterà di poter mangiare quello che volete senza apparire bulimici e, soprattutto, senza la giustificazione che vi impedisce di abbuffarvi senza inutili sensi di colpa.

Poi ci sono gli auguri.
E qui si apre un universo sempre in espansione, che si ingrandisce ogni anno con l’aumentare dei modi per farli.
Il semplice augurio di persona non conta niente ormai, scardinato da altri concorrenti ben più modaioli, ma soprattutto molto più funzionali.
Una volta, auguravi qualcosa a qualcuno di persona o al massimo via telefono. Capitava perfino che non si aspettasse di incontrarlo per sbaglio mentre compri una fotocamera, ma che si andasse perfino in cerca di quella precisa persona.
Ora di fotocamere devi comprarne più di una, altrimenti non sei nessuno, quindi hai meno tempo.
Stare faccia a faccia con qualcuno o chiamarlo implica che la cosa andrà ben oltre l’augurio in sè, per cui devi anche sorbirti tutta una serie di aggiornamenti di cui non ti interessa minimamente, perdendo tempo prezioso nella ricerca del maglione perfetto.
D’altro canto, prendere la macchina, guidare fino a casa della persona, suonare il campanello e quando ti viene aperto passare da uno stato normale ad un calore emotivo estremo mentre pronunci “auguri”, ritornare allo stato normale un secondo dopo, girarsi e, senza aggiungere altro, guidare fino a casa, potrebbe sembrare un pò tirata come cosa.
Molto meglio i nuovi tipi di auguri.
Una delle varie opzioni è aspettare il primo messaggio di auguri via sms, di quelli messi in giro da qualche genio. Ce ne sono di vario tipo: simpatici, commoventi, porno, politici, magici, ecc. Appena ti arriva uno di questi, non devi fare altro che inoltrarlo in un unico messaggio collettivo a tre quarti di rubrica telefonica. Stop. Anche quest’anno hai dimostrato quanto ci tieni ai tuoi amici.
Oppure, mentre navighi sui siti dei negozi online, puoi semplicemente aprire un’altra pagina, scegliendo tra facebook, twitter, messenger, skype, o chissà cos’altro e scrivere la parola “auguri” nel profilo o bacheca dei tuoi amici. Fatto.
O ancora, sempre attraverso la rete, puoi mandare tutta una serie di immagini, brani assortiti, frasi d’effetto e foto.
Il migliore metodo secondo me è questo: scegli una foto o una immagine con sopra una scritta di auguri, tagghi tutti quelli che conosci, stop.
Non dovrai nemmeno essere tu a scrivere gli auguri, andando a cercare i profili dei tuoi amici, ma saranno addirittura loro a venirsi a prendere l’augurio, dal momento che vedranno la notifica dell’essere stati taggati da qualcuno e subito dopo andranno a cliccarci sopra. Fenomenale. Tempo totale non più di cinque minuti e poi via di nuovo su ebay.

Oggi è Natale e se non stai facendo nulla di tutto questo forse c’è qualcosa che non va.
Tuttavia, anche dopo tutto questo il Natale non si esaurisce in queste azioni.
Bisogna, per esempio, anche dimostrare di essere buoni, non esserlo veramente ovvio, dimostrarlo è più che sufficiente e comunque è solo per un giorno all’anno. Inoltre nessuno capirebbe un cambio di personalità solo per un giorno a parte psicologi e psichiatri assortiti, che si divertiranno a parlare di voi durante i loro pranzi o cene.
Ricordatevi infine di lavare la macchina, comprarvi un vestito nuovo e un salto dal parrucchiere.
Farvi vedere nei dintorni di una chiesa non sarebbe male. Dentro sarebbe decisamente meglio. Non è necessario ascoltare tutto, su questo voglio essere chiaro. Dovete però assicurarvi che vi vedano quante più persone possibili, altrimenti lo sforzo non vale la candela. Candela che se accendete vi darà qualche punto in più.
Questo punto però è solo per gli addetti ai lavori, per cui non mi sento di consigliarlo a tutti.

Concludo dicendo del mio Natale, che qui sotto è quasi finito, trascorso a base di una singola portata di cibo brasiliano, seduto ad una tavola di cinque persone, con cui ho brindato a colpi di birra.
Decisamente atipico, specialmente in mezzo a 25 gradi all’aperto.
Un successo.

Oggi, i miei genitori, la mia famiglia, i miei amici più cari non mi mancano particolarmente.
Mi mancano esattamente come ieri e come mi mancheranno domani.
Questo, però, è solo uno dei costi che ti presenta il fatto di essere via da casa, nel bel mezzo di una scelta di vita che non rimpiangerò mai, anche per questo.
Lif3.zero, Sydney, Australia, 25 dicembre 2011.

ops… quasi dimenticavo…
“Auguri”.

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