Aspettando l’Onda

Aspettando l’Onda

L’altra sera, dopo che mi sono rimboccato le coperte e aver trovato la posizione perfetta, ho realizzato che mi sono dimenticato di pisciare.

Tutto da rifare quindi, con buona pace del calore accumulato e del cervello già in posizione “ci si vede domani”.

Il fatto è che passare dalle dieci alle dodici ore davanti ad un computer probabilmente ti fa perdere l’uso delle gambe (ah si certo, e il contatto con la realtà).

Ora, chiariamo un attimo. Ai miei tempi, quando si tornava da scuola e ci si metteva davanti allo schermo di un pc equivaleva matematicamene a giocare. Internet non esisteva e le cose “serie” al pc le faceva gente che col pc ci lavorava. Questo per dire che ancora oggi, se mia mamma dovesse vedermi al pc mi direbbe “quando hai finito di giocare vieni giù che si fredda la pasta”. E aveva ragione: mentre stai davanti al pc la pasta si fredda davvero. Storia Vera.

Oggi invece, stare davanti al pc è praticamente obbligatorio, motivo per cui hanno inventato la pasta istantanea, quella che butti in padella cinque minuti e sei tranquillo, senza nemmeno mettere in pausa quello che stai facendo, che oggi il mondo online fila troppo veloce per una pasta normale.

Il fatto è che dovevo spedire dei curriculum.

Dal mio ultimo giorno di lavoro al Casino è già passato un mese e mezzo, durante il quale, in termini lavorativi, non ho fatto assolutamente nulla. Bella vita direte voi. Con sto cazzo dico io.

Certo, rimanere a casa per un pò ha i suoi pregi, ma poi realizzi che non stai facendo nulla di sensato e che sei come una vecchia barchetta ormeggiata ad un palo in balia di venti e tempeste, soli cocenti e risecche, senza la possibilità di influire in alcun modo sulla tua esistenza.

Ok, questa forse l’ho un pò romanzata, specialmente se questo tempo di inattività me lo sono concesso volontariamente.

Dovevo finire il nuovo progetto di Lif3.zero. E questo, cari lettori, è uno spoiler in piena regola.

Per poter portare a termine il mio progetto avevo bisogno di un periodo di totale libertà, senza orari, scadenze o interruzioni varie. Il primo giorno ho deciso quale sarebbe stato il mio abbigliamento per i giorni successivi e non l’ho più cambiato. Lavato sì, approfittando della combinazione di lavatrice e asciugatrice, tempo totale un’ora, passata in doccia sotto l’acqua bollente. Quando finivo la doccia, trovavo i miei vestiti lavati e asciutti pronti a rimettersi dietro la tastiera con me. Fantastico.

Può sembrare facile all’inizio, quando tutto sembra ridursi allo scrivere quello che vuoi. Poi ti rendi conto che nell’era digitale e, soprattutto, sociale, non basta. Devi anche creare tutte quelle condizioni di contorno per fare in modo che quello che hai scritto venga anche visto da qualcuno, in mezzo alla marea sempre in fermento dei contenuti presenti online. Se possibile vorresti anche che fosse letto.

Sveglia, doccia, colazione, consultazione ultime news, gestione pagina facebook, appunti sulle nuove idee per il blog, lettura articoli legati al mondo dei social network e poi via sui tasti di quella tastiera che mi porto sempre dietro. Tutto questo, ininterrottamente per un mese. Tanto che sono tornato al mio colorito originario, quello che se applicato ad una perla potrebbe farne ricco il proprietario, ma che su un essere umano stona come una laureata ai provini di Veline.

A tutto questo, aggiungiamo che nelle ultime due settimane ho ripreso a cercare un lavoro. Ovviamente online. Non sia mai che mi abbronzi.

Anche questo, comunque, non è così semplice come potrebbe sembrare. Sia chiaro, Sydney abbonda di offerte di lavoro di tutti i tipi, ma diciamoci la verità, prima si comincia sempre col cercare quello che si preferirebbe fare rispetto al classico “qualunque cosa”. A quello si arriva volenti o nolenti quando aprendo il frigo ti senti dire “e tu che cazzo vuoi?” Ecco, quello è il segnale che il ventaglio dei lavori ricercati dovrebbe allargarsi un pò.

Quindi, per due intere settimane, oltre al programma già citato poco sopra, mi sono dedicato alla diffusione più capillare possibile del mio cv, anche se parlare di “mio cv” è molto, molto riduttivo.

In realtà, di curriculum ne ho sei, o meglio, sei versioni dello stesso, ognuna con qualcosa valorizzato meglio di qualcos’altro; una che punta sul come sono io, piuttosto che un’altra sul cosa ho fatto. Dipende sempre dalla posizione per cui ci si candida. Facciamo un esempio: se mando un curriculum ad un piccolo Coffee Shop sarà inutile rincoglionirli con trenta righe dedicate alla mia esperienza nelle Risorse Umane, perchè quel cv finirà a far da filtro per il Caffè Americano. Così come non ha senso candidarsi per un posto in un qualsiasi ufficio, specificando che sul cappuccino arrivi a disegnare perfino il segno zodiacale del cliente, poichè in questo caso, i ragazzi dell’ufficio verranno a trovarti a quel bar per dirti in faccia che il tuo cv è stato gettato ai gabbiani. E poi vorranno quel cappuccino.

La ricerca del lavoro, quindi, è essa stessa un piccolo lavoro e dobbiamo imparare a farlo bene se vogliamo vedere i risultati. Da queste parti il fatto di mandare lo stesso cv per tutte le posizioni, dal costruttore di robot chirurgici al raccoglitore di fragole, non ha senso ed è controproducente.

Questo spiega le ulteriori ore al computer, arrivando perfino a creare versioni ad hoc del mio curriculum nel caso la posizione sia particolarmente interessante o l’azienda richieda specifiche informazioni. Insomma, bisogna fare colpo anche senza allegare la foto (triste notizia per chi punta tutto “sulla propria immagine…”).

Quindi, oltre alla serie di azioni menzionate prima, ho aggiunto anche: scandagliare contemporaneamente fino a cinque siti dedicati al lavoro, apportare eventuali modifiche al cv, candidarmi alle posizioni aperte, ricevere qualche telefonata per colloqui (in cui dovresti anche ricordarti chi ti sta chiamando e per cosa) e ricominciare da capo ogni ora, dal momento che gli annunci vengono pubblicati con la stessa frequenza con cui si va al bagno nel pieno di un influenza intestinale.

Alla fine, dopo due intere settimane a perdere sensibilità dalla vita in giù, ho ottenuto quattro colloqui, che chiameremo “scenari”.

Scenario 1: annuncio per una posizione spacciata come qualcosa inerente all’ospitalità, quindi a bar, hotel, locali, pub, ecc. salvo poi scoprire che si trattava di un porta-a-porta per chiedere fondi da destinare a bambini ciechi o mutilati. Gli stessi bambini che sono diventati così per la rabbia di chi mi ha preceduto facendo la scoperta di che lavoro si trattasse in realtà.

Scenario 2: colloquio per un’agenzia di attori. Per quanto la mia autostima si innalzi a livelli inimmaginabili, proprio non me la sentivo di rubare la scena ad un Di Caprio qualsiasi e tanto meno vedere il mio corpo digitalizzato sparire sotto un piede di un Transformer. Ho quindi tirato elegantemente pacco (spento il telefono).

Scenario 3: Colloquio per un posto in un ristorante a Bondi Beach, dalle ottime premesse . Il colloquio fila via per quasi un’ora, alla fine della quale ottengo il posto. Si comincia la sera stessa, quando mi presento fresco come un fiore per scoprire che la moglie del proprietario è la versione pazza di Charles Manson, con un concetto di lavoro tutto suo: prima di iniziare devo imparare a memoria l’intero menu di venti pagine, piatto per piatto, ingrediente per ingrediente, altrimenti non se ne fa niente. Il tutto con tanto di interrogazioni ogni dieci/quindici minuti, della serie: che piatto abbiamo con questo e questo ingrediente? quali sono i vini più corposi che abbiamo? Faccio presente che sono lì da meno del tempo necessario per una cagata veloce, ma lei non sembra turbarsi. Al secondo giorno di questo trattamento, senza nemmeno aver preso un singolo ordine, mi sgancio molto elegantemente (mando un sms).

Scenario 4: dopo aver esaltato le mie doti di barista e cameriere, mi candido per un posto in un bar all’aeroporto. Il giorno dopo mi chiama l’ufficio delle Risorse Umane e mi dicono che, se per me va bene, a loro servirebbe qualcuno con la mia esperienza per un posto nelle….Risorse Umane. Nei cinque secondi in cui penso ad una risposta sensata vorrei tanto rispondere con un SI, in cui la S dura altri cinque secondi, famosi per darti qualche secondo in più di tempo, ma purtroppo in inglese una Y di cinque secondi suonerebbe come la cagata di cui si parlava poco sopra. Balbetto comunque la mia totale disponibilità e cieca servitù e dopo un primo colloquio telefonico di quaranta minuti, concordiamo di incontrarci il lunedì successivo. Cioè due giorni fa.

Il colloquio dura in totale due ore, scendendo nei più piccoli dettagli del mio curriculum, ma anche in maniera molto friendly e per niente “distaccata”. Alla fine il lavoro sembra ricalcare perfettamente quello che facevo in Italia… cosa che mi lascia ben sperare fino a venerdi, il giorno in cui mi daranno l’esito. Nel frattempo incrociate le dita per me.

Torno a casa parecchio soddisfatto ed esaltato da questa splendida opportunità che arriva praticamente dopo un anno in suolo Australiano che forse sembra molto per chi pensa di arrivare qui e trovare discese a non finire, ma che in realtà non lo è affatto. Soprattutto considerando che mi stavo muovendo seriamente da due settimane. Certo, un’ottima pianificazione non batterà mai una botta di culo, ma le botte di culo non si possono pianificare per cui concentriamoci su quello che possiamo fare davvero.

Il sorriso che mi porto dietro da lunedi non è al massimo della sua estensione, poichè aspetto ancora il verdetto, che potrebbe essere negativo vista la grande concorrenza di candidati, specialmente di madrelingua. Tuttavia, sono fiducioso e contento anche solo per il colloquio, che dimostra che chi ci prova tutti i giorni, di sicuro qualcosa porta a casa (regola imparata in durissime domeniche pomeriggio in discoteca).

Vada come vada lo considero un successo. Se ottengo il posto, sarebbe il massimo, altrimenti avanti tutta.

Ho ancora quel progetto da ultimare, ridefinire, completare i mille dettagli che richiede, impostare una pianificazione attenta e poi…presentarlo al mondo…

Obbiettivo finale? Liberare quella barchetta che se ne sta ormeggiata, cullata da piccole onde arrivate da lontano, mosse da navi enormi che così disperatamente vuole assolutamente raggiungere…

  • Viv

    Credo che dovrebbero sperare loro di averti, perchè saresti uno spasso per tutti i candidati che finirebbero sotto le tue grinfie 😉 se così non fosse, mi spiace per loro… qualcun’altro, più brillante e con l’occhio più lungo potrà usufruire delle tue doti!
    in bocca al lupo (anche se è più azzeccato “al ragno”,viste le dimensioni dei tuoi animali domestici)
    kizz

    Viv

  • Ciao, saluti da Toronto, magari un giorno si ci vede in Australia, prenoto già il tuo libro! 😉

    • mi trovi qui…
      o magari vengo li 😉

      grazie!!!
      un saluto da Sydney

  • monica

    Che figata sto articolo! Come gli altri dal resto….
    Lavorare nelle HR! Quanto mi mancano gli anni passati a fare colloqui alla gente….
    Un immenso in bocca al lupo. Attendiamo il post di venerdi!

  • Spero davvero che quel posto sia tuo! Ma se così non fosse, leggendo i passati post, so che hai la determinazione e l’ottimismo per andare avanti, quindi in ogni caso sarà una vittoria! P.S. il 29 luglio arrivo finalmente, e in un post passato ti avevo promesso un caffè…Su Facebook ti trovo?? Così poi ci si organizza! E come sempre complimenti per il post!

  • Grande Biondo, tempistica perfetta, venerdì ti becchi un bel lavoro, settimana prossima mi devi offrire 115 drinks!! In bocca al lupo..

    • Ellie

      Here here Brillo!!!

      We’re probably going to need to have us on either side to carry him home after your offer haha!

      Can’t wait for your return! Miss your face!

  • Jan Jorgenson

    “Ultimate goal? Freeing the boat that it is moored, lulled by small waves coming from far away, driven by huge ships that so desperately wants to get totally …”

    I would imagine so many people could relate to this, especially moving to a new country. The contacts, hard work and recognition I achieved in Canada have helped me to land a few very good jobs here but not doing the same work I did in Canada.

    The funny thing is that I was offered a job doing what I used to do, top dollar with benefits but I turned it down. It was important for me to feel alive again and to no longer feel like the “boat that is moored”.

    For me, a big part of starting a new life in Australia was that I wanted an adventure like no other I had ever experienced. I wanted to be a hippie living on the beach, wearing torn blue jeans and long braids. Connect with dolphins and the universe and have incense burning in my house and do all the things hippies do.. ah but there lies the problem.

    It is impossible to burn incense in a house that doesn’t exist, and even hippies watch reality TV and shop on EBay for beads and Birkenstocks. And how was I to know that I would fall in love and become a stepmother to two kids and live in Suburbia?? There are no Moose or Black Bears cutting through my back yard now, but there is nothing more gorgeous than fatherhood and being part of a family. Funny how a perceived adventure can turn out to be nothing like you thought it would be.

    Hmm..

    So back to the job thing,..

    I did not have to light incense on the beach nor did I want to once I also fell in love with who I thought would be “my one” which sort of nixed the hippie thing as responsibility kicked in.

    It takes a lot of guts and a bit of luck but you will succeed.

    Wishing you the best for Friday.

    Jan

  • Roberta da Sydney

    Bravissimo, tanti auguri per il posto HR.
    Ma toglimi una curiosita`: con che visto sei?
    Comunque vada, tutte le esperienze fanno comodo nella vita.
    In bocca al lupo, in culo alla balena e all the best!
    Avanti cosi`!

    • grazie mille e crepi il lupo!!!

      io sono qui con un whv che scade tra meno di venti giorni.
      poi passerò allo student e avanti tutta…

      grazie ancora per i complimenti e per il commento.

      ciao!

  • it’s all happening mate, good on ya

  • Wishing you all the best with everything! I can’t wait to start seeing how it all unravels! 2 more days to find out about the HR Job and just under 2 weeks for the secret project now!

    Everything is going to be fantastic. Just you wait 🙂

    E xo

    • cant’ wait for it!!!
      and you know that… 😉