Byron Bay. Dove si saluta il Sole

Byron Bay. Dove si saluta il Sole

Il giorno del mio compleanno inizia alle sei del mattino, al suono di una sveglia e di qualche pappagallo.
Mi stiracchio un paio di volte e accendo la luce, faccio il punto della situazione e mi metto a sedere. Devo ancora fare lo zaino. Oggi si parte per Byron Bay.

Leggendo sulle varie pagine Facebook, ogni tanto mi capita di notare come qualcuno vada nel panico quando si tratta di fare le valigie. A questi soggetti suggerisco un rimedio assicurato: traslocate completamente svariate volte (undici nel mio caso) e fare le valigie vi risultera’ facile come bere un bicchiere di mojito.
Io ormai faccio le valigie cosi’ velocemente che potrei mobilitarmi piu’ in fretta di un Navy Seal. Ditemi solo il punto e l’ora, io saro’ la con tutto quello che ho.

Mi alzo, quindi, dal letto, cerco di darmi un’aria sveglia e poi completo lo zaino nel giro di dieci minuti. Non mi fisso nemmeno a pensare se ho dimenticato qualcosa. Nonostante ci si pensi e ripensi, qualcosa si dimentica sempre.

Programma del giorno: un saltino veloce a scuola giusto per fare un esame dei tanti e poi un paio di treni destinazione aeroporto. Prendere l’aereo, uscire dall’aereo, depositare lo zaino. Spegnere il cervello.

Tra annunci di aerei in partenza e in arrivo, seduto per terra nei pressi di una presa elettrica da scroccare, sostengo un colloquio telefonico per un lavoro in un altro coffee shop, stavolta nella city. La cosa va avanti circa mezzora, alla fine della quale mi sentivo gia’ parte del team al punto che volevo la festa di addio per aver riagganciato. Alla fine rimaniamo d’accordo per un giorno di prova previsto la settimana prossima.

Nel frattempo, ripasso mentalmente il programma del weekend, cosa che dura circa tredici secondi, giusto il tempo di formulare e mettere a fuoco un singolo pensiero: rilassati e segui il flusso.

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passeggiata rigenerante a Broken Head

La mia intenzione e’ quella di non fare assolutamente niente che richieda piu’ di una manciata di neuroni, a meno che non mi dedichi a quello che mi piace. Non parto nemmeno con il desiderio di spiaggia o sole o qualcosa di preciso.
Semplicemente parto. Poi trovo quello che trovo.

Scollego il telefono dalla presa a scrocco, svuoto le tasche da oggetti vari e infilo tutto nello zaino, pronto per superare i controlli di sicurezza.

Piccolo flashback:

circa due ore prima, mentre con sguardo vacuo sedevo sul treno in direzione aeroporto, uno dei suddetti due neuroni rimasti attivi ha pensato bene di mandarmi una piccola comunicazione di servizio: senti rincoglionito, volevo solo informarti che ti sei dimenticato a casa il passaporto. Buon viaggio. Non appena registro questo messaggio salto completamente la fase del “mi viene un colpo”, e vado direttamente al rilascio della vescica. Detto in termini medici, praticamente mi piscio un po’ addosso. Niente di serio capiamoci, giusto quel po’ per rimanere freschi, ma il problema principale era ancora li: stavo per prendere un aereo senza passaporto.
Poi, l’altro neurone rimasto attivo mi manda un altro messaggio: senti un po’ sveglione, e’ un volo interno, magari non ti serve.

Una veloce telefonata e confermo che il passaporto non serve per i voli interni, cosa ribadita anche dalla gentile signorina allo sportello informazioni, che aggiunge: la patente australiana e’ piu’ che abbastanza per un volo interno. E i due neuroni in risposta: se la patente e’ piu’ che abbastanza, che cosa e’ “solo” abbastanza per un volo interno in Australia? Tessera Blockbuster? 

Sta di fatto che nessuno, ma proprio nessuno, mi ha chiesto un singolo documento, patente o tessera Blockbuster che fosse. Tanto meglio. Probabilmente in Australia anche per un attentato serve un visto del cazzo.

Superato il controllo di sicurezza, dopo “essere stato selezionato a caso per un controllo piu’ approfondito” (piu’ tardi mi spieghero’ il tutto guardandomi allo specchio), mi imbarco e prendo posto vicino al finestrino, in compagnia di una signora anziana e leggermente alternativa (o era alternativa e leggermente anziana?) che mi sorride con un nice to meet you, mate. Sento gia’ aria di Byron.

Broken Head - Byron Bay

Panoramica dalla scogliera – Io ancora non lo so, ma la mia faccia si sta ustionando

Trascorro l’ora e qualcosa scrivendo qualche appunto, interrompendo ogni tanto per guardare fuori dal finestrino. Sotto di me scorrono chilometri e chilometri di foresta, qualche fiume, meno strade e ancora meno case.
L’atterraggio all’aeroporto di Ballina arriva senza che mi sia resoconto del viaggio e quando esco dall’aereo mi accoglie un paesaggio che con quello di Sydney ha tante cose in comune quante ne ha Cher con un essere umano.
L’impressione e’ quella di atterrare in uno di quegli aeroporti improvvisati, nonostante quello di Ballina fosse moderno e funzionale, ma il fatto di essere circondato da fitta vegetazione, con colline verdi sullo sfondo e un profumo di mare sempre intento a farti respirare meglio, ti fa pensare di essere piu’ in una di quelle localita’ tropicali che si vedono solo nei film, dove il protagonista arriva con un bagaglio leggero, il viso illuminato dal sole, pronto a vivere qualche avventura.
Io invece mando segnali abbaglianti riflessi dal sole sulla mia faccia color Luna Argentea, con un taglio di capelli alla Jack Nicholson e senza nessuna avventura prevista.

Il che non vuol dire che non ce ne siano in arrivo…

In arrivo invece e’ l’amico che mi ospita per questi tre giorni, probabilmente conosciuto da qualcuno di voi sotto il nome di Mirko Casagrande, ma il cui vero nome e’ Mirko Casagrande. Per questo d’ora in poi mi riferiro’ a lui come Mirko.

Lancio lo zaino nel bagagliaio, salto in macchina pronto per farmi scorrazzare in giro per le colline attorno a Byron Bay, facendo qualche tappa per vedere panorami fantastici e respirare un po’ di vento nuovo. Sento le batterie gia’ in ricarica e sono arrivato da dieci minuti. Buon Compleanno vecchio mio.

Rimandiamo il rientro a casa il piu possibile, passando prima per il centro di Byron, diretti ad un appuntamento che secondo Mirko non si puo’ mancare. Sembra infatti che tutte le sere, poco prima del tramonto, la gente del posto si raduni spontaneamente in un punto preciso di fronte alla spiaggia. Ognuno con la propria scusa, chi per salutare il sole, chi per dare il benvenuto alla sera, chi per fare il pieno di vento, chi per suonare un po’ di musica e chi per ascoltarla. Chi per ubriacarsi al punto di svegliarsi il giorno dopo con un vestito di merda. Di gabbiano.
Non importa perche’ sei li.
Raccontati una scusa, fai il pieno di vento e goditi il momento. Tutto intorno gente di tutti i tipi, dalla tipica popolazione di Byron, a base di dreadlock e abbigliamento fai da te, chi soltanto in visita e riconoscibile a prima vista, chi piu sobrio e in cerca di un momento di semplice contatto.
Infilo il cappuccio della felpa, mi stampo un sorriso sornione e mi scelgo un sasso su cui sedermi e da cui guardare un tramonto fantastico.

broken-head

Volere Volare – mentre faccio il figo la mia faccia e’ adesso completamente ustionata. Ma io ancora non lo so…

La cena a casa scorre a base delle prime presentazioni con i coinquilini di Mirko, un lui colombiano e una lei spagnola, con contorno di italiana. Scambio di battute, si apre qualche birra, cheers mate e happy birthday a me.
Dopo un piatto di pasta e qualche empanadas (per onorare entrambe le cucine), tutto con contorno di stuzzichini e un quintale di hummus (se qualcuno si chiede che cazzo c’entra l’humus, non lo so, era li e l’ho mangiato), sento i primi sintomi di quella gran seccatura conosciuta con il termine “sonno”, ma visto che tardi proprio non e’, ci avviamo verso un pub tipico di Byron Bay, che per toglierti eventuali dubbi rimasti ti accoglie con questo messaggio: tu qui vieni in vacanza, noi nella vacanza ci viviamo.
Sorrido, offro da bere e poi risate, amici e finalmente, soltanto relax.

Nice to meet you Byron Bay.

(…continua)

  • Hap

    Ciao! Storia interessante 🙂 Ma non ho capito una cosa… ti sei pisciato addosso sul serio?!? XD

  • Jonathan

    Auguri! E grazie per un altro memorabile post 🙂
    Posso chiederti cosa stai studiando?

    • Grazie mille! Io al momento sto per concludere un diploma in Gestione Risorse Umane. Vediamo poi che succede 🙂

      • Stefy

        Ciao Giordano,

        non sapevo che studiassi Gestione Risorse Umane, interessa moltissimo anche me, ti fanno fare anche un pò di stage?

        Cmq sono quasi in partenza 🙂 non ci si crede !

        • ciao Stefy, no niente stage purtroppo… penso che sarebbe stata la parte piu utile visto che esperienze sul campo qui contano veramente.

          in partenza per Sydey? in bocca al lupo!

          • Stefy

            No per il momento Brisbane e che crepi sto lupo, vacca legia!!! 🙂