Il sentiero dorato

Il sentiero dorato

Di solito non si comincia mai con un riassunto, ma la situazione si presta particolarmente.
Manco da Sydney da nemmeno due giorni e scoppia un cazzo di incendio gigante. Arrivo a Perth, ordino la mia prima spesa online e mi arriva mezzo chilo di prosciutto affumicato Super Special Limited Edition Deluxe che non avevo ordinato. Roba da ricconi. Quasi quasi non lo mangio e me lo tengo come portafortuna. Almeno fino a quando deperisce al punto di uscire dal frigo con le proprie gambe appena cresciute.
Sono segni che non si possono ignorare e, quindi, nell’intimita’ di una doccia bollente, mi racconto che era la scelta giusta da fare. 

Arrivato a Perth dicevo.
Piu’ o meno in realta’. La citta’ non l’ho ancora vista, se non da lontano nel tragitto dall’aeroporto alla casa temporanea in cui vivo (ormai vivo in case temporanee da talmente tanto tempo che e’ diventata una cosa definitiva).

good luck

che sia la volta buona?

In pratica, volendo fare un altro riassunto e volendo puntare il dito su altri segni, la situazione era questa:
La casa in cui stavo a Sydney e’ stata venduta, per cui dovevo andarmene per forza. L’ultimo giorno utile era il primo di Settembre, giorno in cui e’ stato possibile essere ospite a casa di una coppia di amici (nonche’ personaggi assolutamente fantastici) fino al giorno nove, dato che se ne sono andati ad Adelaide, lasciando a me il compito di badare a gatti e pappagalli vari. Il dieci sono arrivato a Perth, stesso giorno in cui un amico e’ partito per le vacanze lasciando la sua casa a disposizione per un senzatetto: io.  Subentro felice e contetto (errore grammaticale voluto…) per le prossime tre settimane, fino al trenta quindi.
Il trenta e’ il giorno da cui si rende disponibile una bellissima casa, spero l’ultima per i prossimi duecento anni, che andro’ a vedere domani pomeriggio proprio nel cuore di Perth. E non e’ finita: la scuola finiva esattamente nella settimana prima del trasloco e un paio di settimane prima mi e’ arrivata una boccata di ossigeno al gusto di dollaroni dopo aver richiesto il rimborso delle tasse. Tutto sembrava incastrato apposta per finire progressivamente entro il giorno della partenza.
Insomma, uno a certe cose ci fa caso.
Manca solo che domani esco di casa, qualcuno mi vomita addosso e per scusarsi mi offre un lavoro fighissimo e uno sponsor al volo.
Mi aspetto grandi cose.

Nel frattempo, e’ giunto il momento di chiudere la fase Sydney e per farlo ho pensato di scrivere qualche grazie.
I miei profondi ringraziamenti vanno quindi a:

Lei e solo lei: Syndey. La citta’ del mio arrivo, del primo impatto e di mille emozioni diverse, di mille avventure, gioie e qualche affanno, dei mille riflessi, dei mille angoli segreti e delle infinite cose che ancora non ho visto, ma che vedro’ in futuro;

i traghetti di Sydney, che molte volte mi hanno accompagnato in giro per le tante baie senza una meta precisa, solo per godere del vento e di qualche ora di spensieratezza;

i vari coffee shops, quelli preferiti a cui facevo sempre ritorno per una colazione e qualche pagina di libro e quelli in cui sono entrato soltanto una volta, per un caffe’ da portare in giro;

tutti i lavori che ho fatto. Dalle pazze corse in scooter facendo finta di conoscere ogni strada mentre ero carico di pizze, al casino che mi ha visto imborscarmi talmente tante volte che hanno deciso di aumentare le telecamere per sgamarmi. Troppo tardi gente…

spogliarellista

me stesso in un futuro alternativo

 la scuola di inglese che mi ha messo in condizioni di intendere (l’inglese) e volere  (dire qualcosa di sensato), senza la quale sarei ora un anima vagante e spettrale di  cui si racconta davanti al fuoco o peggio, in piena carriera attaccato a qualche palo  in un sottoscala di Kings Cross;

 le case cambiate nell’arco di due anni, che mi hanno insegnato a fare le valigie in  maniera automatica in modo da farmi trovare in un punto qualsiasi del globo, in un  dato giorno ad una data ora, di vostra scelta;

 i disagi vissuti, che mi hanno reso piu’ flessibile di una spogliarellista di settantanni  che le mutandine le ha attaccate al chiodo da tempo, ma non per smettere;

 il clima di Sydney, piu’ volubile di un’adolescente mestruata su cui fare affidamento  era come scommettere al gioco delle tre scatoline davanti ad un autogrill sulla A4.  Inculata assicurata, ma che soddisfazione portare il concetto di “vestirsi a cipolla”  oltre quello raggiunto dagli zingari;

alle librerie, sempre pronte ad accogliermi e a regalarmi ore di silenzio e ore di internet gratuito;

tutti gli amici che ho lasciato in giro, forse pochi, ma assolutamente splendidi. Senza alcuni di voi abiterei in una stanza singola fatta di cartoni e vestirei di carta da impacchi;

l’abbonamento settimanale ai trasporti pubblici, che in ogni momento poteva portarmi ovunque, con ogni mezzo, senza la necessita’ di mettermi in fila per il biglietto ad osservare giacche piene di forfora;

i mojito bevuti in compagnia o da solo;

il cinema con lo schermo piu’ grande del mondo. Mi hai fatto capire quanto, in fondo, siamo piccoli;

tutto quello che ho passato finora, da poco piu’ di due anni a questa parte, che mi ha regalato infiniti sorrisi e qualche lacrima;

tutto quello che devo ancora passare e che mi aspetta dietro l’angolo di questa scelta appena compiuta e questa fase appena iniziata;

gli amici che sono dall’altra parte del mondo, continuo supporto e fonte inesauribile di battute indicibili. Tranquilli, ho registrato tutto sulla chat vocale di Whatsapp;

la mia famiglia, che non importa dove sto, ma come sto.

me stesso, con la voglia di vedere cosa c’e’ in fondo a questo bellissimo sentiero che spero non finisca mai.

Un sentiero che nonostante qualche difficolta’ non mi ha mai portato al rimpianto. Che non sempre e’ stato in discesa o in piano, ma anche in salita. Un sentiero che nonostante qualche lamentela qua e la, mi vede sempre pronto a mettere un passo dietro l’altro.

E’ questa la mia avventura, di cui ho chiuso un capitolo e ne ho aperto un altro.
Ci saranno altri altri colpi di scena, altri drammi e altri personaggi. Ma come un buon libro che si vorrebbe non avesse fine, saro’ libero di scorrerne le pagine avanti o indietro, immaginando o ricordando, perche’ quel libro lo sto scrivendo io giorno per girono.
E’ la mia vita e, come tale, posso aggiungere tutte le pagine che voglio, non importa cosa contengano, perche tutto e’ utile alla storia e perche’ in fondo, ha ragione la Strega Buona del Nord, quando dice che la cosa importante da fare per arrivare dove vuoi e’ una soltanto:

segui il sentiero dorato.

  • franco

    quindi sydney non ti ha dato un lavoro stabile e te ne sei dovuto andare altrove?

    • di lavori stabili Sydney me ne ha dati due, ma io voglio un visto permanente e il Western Australia da piu agevolazioni in questo. Niente e’ scontato ovviamente, ma le probabilita’ sono maggiori.

  • Logomaco

    Vai avanti per la tua strada, continua a crederci ! Mai mollare.;-)

  • virgy

    e’ spettacolare il Tuo blog! unico! all the best!!! see you soon mate!!! continua cosi! cheers!

  • Stefy

    la casa!!!! Mamma mia sto diventando pazza, homestay, share accomodation o studio, di più non si può per ora, peggio di Amleto …:-)

    • nel senso che stai cambiando continuamente posto o che non trovi proprio??

      • Stefy

        no nel senso che non so decidere :-),ma mi devo trasferire entro la fine del mese, quindi …
        Diciamo che per il muovermi continuamente è ancora presto, visto che sono qua da pochissimo, abbiamo quasi fatto un primo mese in homestay e ora vediamo 🙂

  • Magica

    Un grandissimo in bocca al lupo!!

  • Quella che hai acquisito è una grande ricchezza: poterti muovere in piena libertà, conscio che il bagaglio che conta è dentro di noi. Per il resto, bastano un paio di valigie, qualche maglietta e un paio di mutande pulite.

    Ciao Giordano, in bocca al lupo per il nuovo capitolo.

    • si in effetti, anche se ogni tanto mi lamento per l’ennesimo trasloco, quando guardo le valigie fatte e penso che ho tutto li dentro, mi prende una sensazione di leggerezza… 🙂

      crepi il lupo dunque!
      grazie!