A qualcuno piace grande

A qualcuno piace grande

Prima di tutto, un saluto a tutte le ragazze che alla lettura del titolo hanno fatto pensieri impuri.
Detto questo, ieri sera sono andato al cinema.
Ora, i più reattivi di voi diranno: ma che cazzo me ne frega? E non avrebbero tutti i torti. Solo che quello di ieri non era solo un cinema, ma l’IMAX con lo schermo più grande del mondo.
Quelli che tra voi hanno comprato il loro primo schermo gigante per una sorta di rivalsa verso tutti gli anni passati a guardare Holly e Benji su un microscopico schermo in bianco e nero, capiranno sicuramente il motivo di questo post.
Andiamo con ordine.
Ieri giornata piovosa e fredda, nessun programma particolare in vista, ma ultimo giorno australiano del mio compagno di stanza, Orror (vedi post precedenti). Sfogliando la guida delle attrazioni di Sydney, mi casca l’occhio sulla pubblicità del cinema e poi la mandibola quando leggo “the world’s biggest screen”. Perfetto. 30 dollari a testa. Estigrancazzi. Andiamo.
Quattro fermate di metro fino a Town Hall e dieci minuti a piedi, ci portano esattamente in Darling Harbour, bellissimo di sera, dove non puoi non vedere la grande facciata del cinema. Entriamo, non moltissima gente, ritiro il biglietto e la cassiera mi informa, scusandosi, che il film comincerà con un quarto d’ora di ritardo. Per la cortesia di avermi informato quasi le rispondo che figurati, fate con calma. Ditemi che non vi è mai capitato di seminare il panico per le strade in Italia, correndo in macchina come se vostra figlia tredicenne stesse partorendo sui sedili posteriori, per arrivare in tempo all’inizio della proiezione che poi parte inevitabilmente con mezz’ora di ritardo, dopo vari spot locali di cui a nessuno frega un cazzo.
Ok tutti in fila aspettare l’entrata. Mentre aspetto infilo protezioni da skate su gomiti e ginocchia, pronto per la famosissima corsa alla poltrona non appena aprono i “cancelli”. Sta cosa non l’ho mai capita: ma i posti non sono numerati?? bah.
Invece non succede nulla. Addirittura, in un attimo di ispirazione artistica (guardavo il listino dei popcorn), mi sono dimenticato di avanzare, lasciando due metri davanti a me ed è a questo punto che accade l’impensabile: una persona mi chiede, scusandosi, se per caso sono in fila. Potete capire il mio stupore vedendo che non mi ha superato come se niente fosse per poi far finta di essere arrivato due ore prima di te.
Piano piano avanziamo, mentre alle telecamere di sicurezza mi rendo ridicolo camminando con in mano l’ormai-famoso-ombrello, coca gigante, scatola di popcorn, biglietto e occhiali 3D.
Entro in sala, vedo lo schermo e a tutti gli oggetti sopra elencati aggiungo un litro di bava con chewing-gum.
Trattengo a stento un “quanto grosso è??”, evitando così di passare per la checca più repressa di Sydney, commentando invece con un molto british: mmm, niente male.
In realtà lo schermo è enorme. E quando dico enorme, intendo che per vedere tutta la scena devi girare un pò la testa. Anche se sei nella fila più in alto.
Le poltrone sono messe in maniera diversa rispetto al solito cinema: sono infatti più in alto rispetto alla fila davanti, in modo che anche se non sei Shaquille O’Neil, puoi gustarti il film senza vederlo attraverso la forfora di chi hai davanti.
Infilo gli occhiali 3D e ovviamente, mi scatto una foto idiota.
Un solo trailer e il film parte.
Dopo 20 secondi credevo di vedere un film in 3D per la prima volta.
Sei più dentro tu nel film, che Mandingo nella teen di turno.
Mi godo il film perdendo un popcorn su due e una frase su tre, ma nel complesso riesco a capire, cosa che mi da una certa soddisfazione.
Curiosità tutte da gustare: nessuno, nessuno, nessuno fiata durante tutto il fottutissimo film. Le scene pietose viste tante volte, qui non si sono ripetute e per l’esattezza:
– gente che commenta il film come se fossero nudi a casa propria durante un film dopo un amplesso andato a vuoto.
– gente che dimentica il cellulare acceso con la suoneria di “Please, don’t go”.
– gente che risponde a quel cellulare durante il film.
– gente che si gira incazzata perchè hai detto ad un altro di stare zitto! (il paradosso del gatto di schrödinger gli fa una pippa).
– gente che si presenta in sala con tanto di cestello di alette di pollo fritto fatte a casa.
– gente che continua a succhiare dalla cannuccia anche dopo mezzora che la bibita è finita (Freudiani, fatevi avanti).
– gente che caccia urlettini, sospiri o suoni vari, come se quello che succede sullo schermo stesse realmente succedendo a loro stessi.
Niente di tutto questo, cosa che anche senza il mega schermo sarebbe apprezzabile.
Esco dal cinema con l’impressione che sia tutto piccolo.
Giusto per non avere speso un cazzo ci fermiamo allo Star Bar, in George St, pronti a pagare i soliti otto dollari per una birretta, ma scopriamo con piacere che è in corso l’happy hour e che quindi, costa tutto la metà.
La serata scorre tra i diversi svenimenti di Orror dopo che rispondo a qualche domanda sull’italia, tre birrette, un salto da Hungry Jack (immancabile) e poi a casa.
Ottima serata.
Peccato solo per l’aver guardato nel portafogli dopo il rientro, ma va bene, domani Orror parte.
Forse per qualche giorno, potrò guardarmi dei porno in bianco e nero in santa pace.

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  • "- gente che si gira incazzata perchè hai detto ad un altro di stare zitto! (il paradosso del gatto di schrödinger gli fa una pippa)."Effettivamente…Grande!!!

  • Pensiero di partenza più che impuro…quindi ricambio il saluto!!!!1 basetto