Lavoro a Sydney. Parte Tre: il dopo-colloquio

Lavoro a Sydney. Parte Tre: il dopo-colloquio

Ecco fatto, avete fatto il vostro brillante colloquio, vi siete giocati le vostre carte migliori, tutto sembra essere andato per il verso giusto, avendo cura perfino di piazzare qualche sorriso nei momenti più opportuni, senza mai dimenticare di annuire continuamente con la testa e pronunciare parole e frasi molto accomodanti del tipo “ma certo”, “assolutamente si”, “mi rendo conto” e “non è un problema per me lavorare qualche ora extra se è questo che l’azienda mi richiede”.
Ora, finalmente, in preda ad un corposo rilascio di endorfine, vi dirigete quasi saltellando, gioiosi nella vostra camicia sudata, verso la stazione più vicina per un trionfale rientro a casa o, perchè no, verso il vostro coffee shop preferito, dove concedervi il più large dei caffè da sorseggiare davanti ad un bel panorama di Sydney o appartati nel vostro angolo abituale.
In fondo ve lo meritate.
Specialmente ora che è tutto finito o almeno è finita quella parte in cui spetta a voi fare qualcosa.
Esatto.
No, sbagliato. Sbagliatissimo!

Chiariamo meglio.
Arrivati a questo punto, i fattori sotto il vostro controllo sono decisamente pochi. Avete fatto tutto quello che andava fatto, avete curato tutti i dettagli, uno per uno nella giusta sequenza (ad esempio mangiare un sandwich con gli spinaci PRIMA di lavarsi i denti, lavarsi i denti PRIMA del colloquio) e ora che il colloquio è andato non vi resta che rilassarvi.
Assolutamente vero.
Tuttavia, se proprio volete chiudere in bellezza e non lasciare nulla al caso o anche solo per raccontarvi di averle tentate proprio tutte, una piccola cosa da fare ancora ci sarebbe.

Una email del “dopo-colloquio”.

Ovviamente, con “dopo-colloquio”, non intendo quel momento in cui state ancora uscendo dall’edificio e la vostra dose abbondante di deodorante ancora aleggia nella stanza del colloquio, ma dopo un ragionevole numero di ore. Addirittura il giorno dopo se il colloquio si è svolto nel tardo pomeriggio o il lunedì, qualora fosse venerdì.

E veniamo quindi alla domanda principale: a che cazzo serve questa email?

Grazie della domanda.
Questo tipo di email può avere molteplici funzioni e veicolare diversi messaggi, la maggior parte dei quali sono non-scritti.

Che cazzo stai dicendo?

Domanda legittima.
Mi spiego meglio.
L’email che scriverete, di scritto avrà ben poco. Sarà infatti più una cosa simbolica che un messaggio vero e proprio, suonando pressapoco così: Salve Taldeitali, Grazie mille per il colloquio di stamattina/oggi/ieri e per l’opportunità che mi avete concesso, Mi ha fatto piacere conoscerla e mi auguro di sentirvi presto/avere un riscontro al più presto.
Buona serata/giornata/weekend.

Questo di base.
Potete anche aggiungere qualcosa come il lavoro da lei descritto è esattamente quello che cerco/voglio e credo di essere all’altezza del ruolo.
Attenzione a non sconfinare nel viscido territorio conosciuto come Lecchinaggio.

Oppure, potete approfittare di questa email per inoltrare le vostre lettere di referenze, delle quali vi siete dimenticati di parlare durante il colloquio o non ve ne è stata data occasione.

Poche righe quindi, ma che possono valere molto.

La smetti di tirartela e vieni al punto in merito a questa email?

Domanda davvero intelligente.
In pratica una email di questo tipo comunica ben più di quello che avete scritto.

Prima di tutto comunica il fatto che state curando ogni minimo particolare in merito al colloquio. Se tutto quello che avete fatto prima del colloquio è emerso durante il colloquio stesso, il fatto di mandare una email di questo tipo comunica che siete consapevoli che potete fare ancora qualcosa e che la vostra è una strategia pensata e seguita di proposito. Il fatto di aspettare un preciso lasso di tempo prima dell’invio, comunica che non vi siete ancora “rilassati” completamente, ma che state ancora gestendo il tutto, attendendo un numero di ore non casuale e procedendo all’invio dell’email nel momento opportuno.

Questo a sua volta comunica vero interesse alla posizione di lavoro per cui avete fatto il colloquio.
Sia chiaro, il vostro “vero interesse” potrebbe essere Vero e Puro, in quanto trattasi veramente del lavoro dei vostri sogni, oppure di quell’Onesto, Sincero e Vero interesse che si prova per un lavoro qualsiasi pagato molto più che bene e che apre la porta a scenari inediti, come ad esempio un Visto permanente o anche soltanto il non dovere più servire piatti del giorno a turisti assortiti.
In entrambi i casi, state facendo il vostro interesse, per cui direi di giocarsi il tutto per tutto.
L’email verrà comunque letta e vista positivamente.

Infine, un altro messaggio non scritto che state comunicando è che siete a conoscenza di “come funziona” il meccanismo da queste parti.
Per quanto mi riguarda, non ero a conoscenza di una prassi del genere dalle nostre parti e dimostrare di conoscere questi dettagli comunica che vi siete attivamente mobilitati per capire come giocarvi al meglio tutte le possibilità e soprattutto, vi siete aperti a recepire i meccanismi locali, in assenza dei quali spiccherete dal resto in senso leggermente negativo. Sarebbe come sottolineare il fatto che non siete “del posto”, cosa che già si sa ovviamente, ma sottolinearla nei piccoli gesti non è necessario, specialmente quando basta poco per colmare certe lacune o differenze di abitudini.

Ovviamente, non è qui che vi giocate il posto di lavoro.
Ricordarsi di mandare una email nel momento giusto, riuscendo ad essere originali perfino in due righe di messaggio quasi standard, non vi farà ottenere il posto se durante il colloquio avete fatto una figura di merda. Anzi.

Tuttavia, pur essendo un messaggio di due riche o poco più, non è detto che vada preso alla leggera.

Come ho già detto nel precedente post, la cosa giusta da fare non esiste in quanto entità a sè stante ma come risultato di una serie di dettagli attentamente curati. Ognuno di questi legato agli altri in un rapporto di dipendenza tale per cui se uno solo va a puttane, tutti gli altri lo seguono entusiasti.

Questa Verità, nel caso dell’email del dopo-colloquio, si applica nel seguente modo: effettuare un colloquio brillante e poi arrivare a casa e mandare un’email al vostro amico dicendo: quella Troia mi ha tartassato di domande del cazzo per due ore. Speriamo che almeno mi diano il lavoro così posso essere pagato per farmi i cazzi miei leggendo lif3.zero, solo che per l’invio usate l’indirizzo della Troia che ti ha tartassato per due ore. Ecco, questo potrebbe essere il classico dettaglio che manda a puttane giorni interi di preparazione e a quel punto, a puttane, ci andrete anche voi, da ubriachi e senza profilattico, che tanto ormai peggio di così…

La morale, se volete vederla così, è questa: attenzione anche ai minimi dettagli quando si tratta di un colloquio di lavoro importante, perchè ogni cosa ha la sua importanza e, se curata attentamente, può portarvi sempre un passo più vicino al vostro risultato.

Nel caso che, nonostante abbiate fatto tutto il possibile e siate state perfetti e brillanti, non otteniate il posto di lavoro, pazienza, prendetela con filosofia e proseguite oltre, avrete di sicuro altre opportunità.

Nel frattempo, però, nessuno vi vieta di andare ad autocommiserarvi per ore, annegando la vostra delusione in fiumi di mojito e sputacchiando di noccioline gli altri avventori del bar mentre biascicate cattiverie nei confronti di quella troia che vi ha tartassato per ore…

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