Non solo Bondi Beach

Non solo Bondi Beach

Bondi Beach e’ sicuramente la spiaggia piu’ famosa di Sydney, ma una volta vista e rivista (cosa che non disturba mai), viene voglia di fare un giro piu’ ampio nei dintorni e vedere di persona quello di cui si sente parlare: le altre spiagge.

Finalmente questa settimana sono riuscito a passare qualche momento di vita da spiaggia, nel senso classico del termine: telo mare, libro, musica e uno strato di crema solare che somiglia più ad una maglia, dato che la protezione più raccomandata qui è 30 o anche di più. Il risultato della mia carnagione sommato allo strato di crema è un fastidioso bagliore che ha disturbato tutti nel raggio di venti metri.

Poco male, preferisco questo che essere abbrustolito vivo. La settimana è passata provando spiagge alternative a Bondi Beach, come ad esempio Tamarama, Bronte e Coogee. Più piccole, meno affollate, ma sicuramente da vedere. In questa occasione scopro in maniera molto diretta che un semplice salto in spiaggia può trasformarsi in un’esperienza ben più eccitante. Come ad esempio morire. In alternativa, se non vi piace l’idea, potete anche patire mille tormenti per un periodo di tempo compreso tra mezz’ora e qualche ora. A voi la scelta.

L’Australia non è certo famosa solo per le sue spiagge e per il suo mare, ma anche per quello che ci sta sotto e dentro.

Scenario Uno

Il weekend si avvicina e ormai sono lontani i tempi in cui pagavi per essere rinchiuso in una bara di plastica e subirti 20 minuti di raggi uva. Ora puoi semplicemente camminare qualche minuto e trovarti in una delle spiagge più famose del mondo, sdraiarti e aspettare che l’ambiente che ti circonda faccia il resto.

Accaldato dal sole decidi anche che una passeggiata in riva all’oceano ci può anche stare, indossi la faccia più figa che hai e ti avvii.

Mentre ti godi la sabbia e l’acqua che ti lambisce le caviglie, non puoi non notare quelle piccole e strane “cose” blu che arrivano numerose sulla spiaggia, trasportate dalle onde. Mentre decidi che non possono essere altro che profilattici blu, il tuo cervello macina un’associazione dietro l’altra, sicuro che quello che stai osservando sono cose di cui hai già sentito parlare. All’improvviso metti insieme qualche parola chiave: cose blu + jellyfish + bluebottle + sonocazzi.

Nello stesso istante in cui realizzo che sono meduse dalla puntura famosa per causare un male indegno, mi trovo sommerso fino a sotto al ginocchio da un’onda su cui galleggiano non meno di una decina di queste simpatiche creature. Sempre in quella frazione di secondo capisco anche perchè i canguri saltano: forse si sono trovati per millenni nella mia situazione.

La carta che mi gioco è quanto più simile alla corsa di un cigno in acqua prima di spiccare il volo. Con un complesso insieme di salti, zig zag, balzi a piedi uniti, schivate, il tutto aiutandomi con braccia assolutamente in aria, cerco di percorrere quei venti metri che mi separano dalla spiaggia asciutta senza portarmi dietro qualche medusa. Mentre credo di avercela fatta, arriva un’altra onda e mi preparo al peggio.

A questo punto arrivo a capire che probabilmente Gesù ha imparato a camminare sull’acqua perchè si trovava in Australia. In questo istante sono decisamente la creatura meno sexy camminante sulla spiaggia, includendo anche qualche cane. Raggiungo una zona sicura e mi avvio verso un bar ben fornito.

Scenario Due

La prima volta che sei arrivato in spiaggia non hai potuto fare a meno di notare che ogni volta sono presenti due bandiere gialle e rosse a delimitarne una porzione ben precisa, venendo poi a sapere che quella compresa tra le bandiere è il tratto di spiaggia considerato sicuro.

Insieme alla bellezza, le spiagge australiane sono famose anche per la loro pericolosità e quello che nasce come un bagno rinfrescante, può tramutarsi in un’esperienza diversa, che sicuramente nessuno di voi ha mai provato: annegare.

Sei li che galleggi facendo finta che non ti comporti nessuno sforzo quando ti accorgi con emozione che pensavi di essere molto più vicino alla spiaggia, come lo eri trenta secondi fa. Ti accorgi anche che quel chiosco non ti sembrava così piccolo, che l’acqua non era così fredda e soprattutto così profonda. Mentre il tuo cervello è impegnato a trasformare la realtà, arrivi perfino a congratularti con te stesso per le tue doti inaspettate di nuotatore.

Quando la realtà diventa troppo complicata da trasformare, il tuo cervello te la spara davanti con la stessa velocità con cui una barista figa ti manda a fanculo: sei nel bel mezzo di dieci metri d’acqua, ad altri cinquanta dalla spiaggia, in una situazione che di certo non hai cercato tu.

Sbagliato.

Se sei li è perchè te ne sei fregato di quelle simpatiche bandierine e ora oltre ad essere in mezzo al mare sei anche in un mare di merda. Tecnicamente sei nel bel mezzo di una corrente sottomarina che ti ha preso dalla tua posizione sicura e ti sta trascinando al largo, senza che le tue doti inaspettate di nuotatore possano fare la minima differenza. Il consiglio degli esperti in queste situazioni è quello di rilassarsi, perchè sarà la corrente stessa a fermarsi e in caso, per uscirne bisogna nuotare in orizzontale e non verso la spiaggia.

Quindi tranquillo, rilassati, goditi il paesaggio e pensa che molta gente muore in modi atroci e non facendosi un giretto al largo nelle bellissime acque australiane. Insomma, take it easy mate.

Scenario Tre

Attaccare bottone con uno sconosciuto non sembra essere un problema da queste parti, ma ovviamente a me doveva capitare un settantenne di ritorno da un’uscita di surf.

Mentre cerco disperatamente di apparire più in forma di lui, parliamo del più e del meno e poi misteriosamente la conversazione finisce sul discorso squali. Chiedo se nei paraggi ne ha mai visti e con tutta la tranquillità del mondo mi dice che si, certo, ma tranquillo, ci sono le reti e comunque non prima del tramonto. Rispondo soffiando che certo, dopo il tramonto è assolutamente normale, chi non ne ha mai visti dopo il tramonto…

In ogni caso si sente in dovere di tranquillizzarmi, informandomi che basta non fare il bagno quando è proibito o quando la spiaggia non è sorvegliata. In alternativa, puoi giocarti quei gran consigli degli esperti: nel caso dovessi essere così idiota da ignorare tutte le norme di sicurezza in un colpo solo, unito al caso in cui mentre ti bulli della cosa dovessi trovarti faccia a faccia con quattro file di denti incazzati e ad un futuro come foto su un giornale locale, puoi tentare il tutto e per tutto attaccando tu stesso lo squalo.

Ora, siamo tutti curiosi di sapere quante situazioni simili abbiano affrontato questi esperti, per potersi chiamare esperti, ma sono piuttosto sicuro che il tutto sarebbe di un’inutilità equiparabile solo ai bigliettini all’interno dei Baci.

Ignoriamo per un attimo che non ti stai cagando addosso come una vergine nel bronx, che lo squalo nuoti piano e in linea retta, a bocca chiusa e facendosi vedere il più possibile mandando a puttane milioni di anni di tecniche predatorie. A quel punto dovresti scagliare un pugno a questo muso che hai di fronte. Anche se un pugno potesse infastidirlo, arriverebbe comunque ad una velocità ridicola, essendo che sei sott’acqua e con la stessa forza di un buffetto amichevole.

Unico risultato previsto se non schiatti: ritrovarsi a galleggiare senza nessun arto in stile boa.

Anche no direi… ma tranquilli, succede rarissimamente e solo dopo il tramonto. No worries.

Ovviamente la vostra giornata in spiaggia può anche rivelarsi un’esperienza piacevole, esattamente come ve la siete immaginata la sera prima, ma di solito questo è tanto più probabile quanto più rispettate le norme di sicurezza abbondantemente esposte, facendovi tornare a casa abbronzati, per l’invidia dei vostri amici in italia e pronti per dare il meglio di voi ad un bancone di un club.

A quelli di voi che si trovano qui auguro di godersi in tutta sicurezza le bellissime spiagge che trovate, tenendo sempre presente una cosa: non c’è niente di più seccante di un cadavere dilaniato che arriva in spiaggia o di una ragazzina che urla con una medusa mortale attaccata alla schiena, con tutto un contorno di sirene, elicotteri e gente che si ammassa oscurandoti il sole e ponendo fine alla tua abbronzatura.

Vorrei godermi quel libro che mi sono portato, un pò di musica senza urla strazianti di sottofondo e anche la vista del mare senza sangue o arti galleggianti, quindi per cortesia, non morite.