Simply Cockroaches!

Simply Cockroaches!

Negli ultimi giorni sono riuscito a mettere in fila un paio di serate tranquille.
Mossa obbligata prima che il mio corpo mi tirasse pacco nel bel mezzo di una camminata in un’affollatissima Bondi Beach.
Troppo sonno arretrato e soprattutto troppa tosse. Tossivo in continuazione, di quella tosse secca e insistente che non ti da tregua, con attacchi da trenta secondi ininterrotti. Quella tosse che ti fa arrossare il viso e tirare i muscoli del collo, fino a sembrare il più stronzo degli emù un attimo prima che, da dentro la gabbia di uno zoo, abbia deciso di beccare in testa il neonato al di là della rete.
Serate di riposo quindi, che a dirla tutta non cascano nemmeno male.
Il programma di intrattenimento è stato quindi caratterizzato dall’assalto a quel paio di Terabyte di film e serie TV compresse nell’hard disk del mio coinquilino. Risultato: riedizione della maratona di Spartacus: Blood and Sand, per un totale di sei(6) puntate di fila (1 ora ciascuna…). Al risveglio la mattina dopo stavo per andare a scuola vestito solo di una corta tunica, un bastone in mano ed entrare in classe urlando “this is Sydney!!!!” producendomi così nella più macabra e assolutamente meno virile imitazione della più lontana fotocopia in bianco e nero di uno schiavo malato di tbc, addetto alla pulizia delle brande dei gladiatori.
Fortunatamente tra casa e scuola ho quei cento-X metri per rinsavire.
Sfortunatamente, una volta rinsavito, mi tornano in mente le creature più orribili mai viste finora, includendo perfino creature di fantasia come quelle viste in Alien, Starship Troopers, Gremlins e Tremors. Credo si sia capito che gli insetti non sono certo la mia passione (aspetto con ansia una bomba specifica), potete quindi immaginare il mio stato d’animo al primo incontro ravvicinato.
Sera, Bondi Beach, luna, oceano, spiaggia e un hamburger alto abbastanza da creare difficoltà ad un Boa Constrictor. Tavoli all’aperto, birretta parcheggiata sul tavolo, compagni di scuola, fun.
Al primo fruscio sulla scarpa non ci faccio caso, al secondo dedico mezzo pensiero, al terzo mi abbasso a vedere e da quel momento molti scenari sarebbero stati accolti a braccia aperte da chi scrive, in particolare:
– alzarsi in piedi di scatto, buttando all’aria il tavolo e le due persone più vicine, brandire un lancia fiamme e purificare l’intera Sydney.
– Far colare un migliaio di litri di acido in ogni fottutissimo tombino nel raggio di cento chilometri.
– Chiamare la portaerei più vicina e chiedere il supporto di alcuni caccia.
– Entrare nelle forze speciali e poi farsi giustizia da soli contro il popolo dei sei-zampe.
Invece, rimango a dir poco basito (sarebbe meglio rincoglionito) alla vista dei più grossi scarafaggi mai visti.
Ora, forse io non sono rappresentativo per le statistiche. Magari qualcuno di voi ne ha visti di più grandi (in Amazzonia), o semplicemente a molti non fanno nè caldo nè freddo, ma nella mia modesta esistenza in un paese baciato dall’elettricità, non ne ho mai visti di così grossi e con grossi intendo che quando camminano fanno rumore.
Una misura stimata si aggira intorno ai quattro o cinque centimetri.
Mentre immagino il rumore che produrrebbero sotto le quattro tonnellate di un mio pestone dato d’istinto, uno del locale si alza e inizia a calciarlo contro il muro e poi ancora e ancora. La ripetizione è necessaria in quanto l’insetto fa tranquillamente finta di niente e continua per la sua strada, per niente intimorito e soprattutto per niente morto.
Raccolgo mandibola e un occhio e chiedo se per caso i militari sono a conoscenza del tutto, ma un’australiano sotto ad un cappello di paglia mi risponde che quello è uno soltanto. In estate ne arriveranno “a lot”. Sorrido di quel sorriso che tradotto vuol dire “porca puttana, mi serve una pistola, un’armatura e Bumblebee”, tracanno un sorso di birra e ostento virilità. Brutta storia, specialmente se evolvono di un’altra tacca, così finiremo per vederli girare in scooter e contraddirti in pubblico.
Dopo una notte stranamente senza incubi e in pieno trip da codeina (acquistata legalmente inclusa in un sciroppo), mi sveglio e decido che è il caso di tagliarsi i capelli. Prima di partire li avevo tagliati corti per poter aspettare il più possibile, ma l’immagine che mi rimanda lo specchio mi dice che quel momento è passato da un pezzo.
Quando si è nel proprio paese non ci si rende conto di quante cose devi affrontare una volta espatriati, alcune serie, altre più o meno innocue, come ad esempio un taglio di capelli, tutto da spiegare in una lingua straniera.
Destinazione Darlinghurst, quartiere di Sydney tra la City e Bondi Junction.
Vengo accolto da uno dei ragazzi presenti, a cui per prima cosa preciso che non parlo bene inglese e poi che mi serve un taglio. Dopo una mezz’oretta d’attesa, vengo fatto accomodare e mi viene chiesto come voglio il taglio. Con tutta una serie di sguardi cerco di implorare di non farmi sembrare idiota una volta uscito.
Parte tutta una sequenza di “ehm”, sorrisetti, indicazioni per esclusione fino ad arrivare a simulare enormi architetture con le braccia, nel tentativo di dare una forma a quello che ho in mente. Dopo diversi sguardi di pietà e qualche colpetto di tosse dal fondo della sala, mi sembra di aver fatto passare il messaggio.
Mi ritrovo quindi sdraiato per il lavaggio, su una poltrona che si prende il disturbo di massaggiarmi la schiena mentre mi gusto il cielo di Sydney da un finestrone piazzato appositamente in alto. Dopo il lavaggio parte un massaggio alla testa che mi manda in anestesia totale per qualche minuto.
Scarafaggi giganti.
Torno in mè per gustarmi l’inizio del taglio, che non poteva essere migliore. Soddisfazione piena, pago, esco e nel tragitto verso la fermata mi gusto il mercato della zona, fatto di solite bancarelle di vestiti, soliti oggetti usati, solite cartomanti in stile sedia di legno e banchetto. Sa di già visto in qualche film, ma vederlo dal vivo è fantastico, anche se in sè non è niente di speciale.
Molte cose qui sotto sono molto diverse dalle nostre in Italia, ma alcune altre sono simili, diverse soltanto per il modo in cui vengono presentate o per come viene gestita una particolare situazione, o soltanto per il modo in cui le persone semplicemente non si scandalizzano di nulla. Puoi tranquillamente trovare un uomo di mezza età, seduto su una minuscola sedia di legno, mentre si fa leggere i futuri cazzi suoi da una sedicente cartomante. Poco più in la vendono oggetti usati e poco più in quà candele e accessori vari. Tutto molto “movie”, ma infinitamente meglio perchè “movie” non è.
Rientro a casa, infilo un telo nello zaino e mi incammino verso la spiaggia. Voglio essere pronto per il primo gigafaggio che mi camminerà addosso mentre dormo, così mentre mi rianimano potranno ammirare la mia abbronzatura.

  • Roberta Burattini

    Uno dei più divertenti XD

    “con grossi intendo che quando camminano fanno rumore”