Teoria del Cerchio, Brufolo del Mondo e Gesù Cristo.

Teoria del Cerchio, Brufolo del Mondo e Gesù Cristo.

L’ultima cosa che ti aspetti all’alba di una domenica mattina, dopo una serata intensa a base di vodka pura e semplice, nonchè la prima senza le chiamate via skype al di là del muro, è un’irruzione da parte di Pinco-Kiren-Pallino, koreanissimo gestore dell’ostello.
Come se non fosse sufficiente vedere un povero cristo che ci mette del suo a lasciarsi dietro quanta più bava possibile, nella tipica posizione della foca morta in spiaggia, nel più profondo dei sonni, irrompe nella mia stanza con lo stile di un muletto e senza preliminari di sorta mi chiede: Are you sleeping?
Ora, non dico che l’inglese non lo sto imparando, ma in quello specifico momento il mio nuovo vocabolario era sepolto sotto una tonnellata di sogni da smaltire, vari cambi di posizione, svariati rutti alcolici, mezzorette sparse di dormiveglia e soprattutto una potente disattivazione di tre quarti di cervello. Recuperare una risposta degna di senso, in un tempo ragionevolmente umano, dopo un così brutto risveglio e senza grammatica, è una cosa non esattamente semplice e a dirla tutta, mi sono anche girati i coglioni.
Con la voce di Ramses in persona farfuglio qualcosa in simil azteco e lascio fare il resto all’intelligenza di Kiren-Svegliotutti. Intelligenza che puntualmente mi tira pacco, dal momento che non solo mi ripete la domanda, ma aggiunge anche: Are you moving today?
Mentre visualizzo scene di torture ormai dimenticate, rispondo che si, oggi trasloco, ma non prima di aver incendiato tutta questa baracca polverosa.
Kiren-capodellabaracca rilancia con un: You have to pay 20 dollars more, si gira e se ne va, lasciandomi balbo, balbuziente, usato e abbandonato come la più economica delle puttane di Bangkok.
Mi alzo, attivo la parte di cervello adibita al movimento e come il più rotto degli zombi, vado a prelevare ‘sti venti dollari e a prendermi quattro secchiate di cappuccino.
Bella serata ieri.
Sull’onda della più alta esaltazione intellettuale e preda di una visione mistica, sono divenuto depositario di una delle più alte Verità astratte, chiamata dal sottoscritto “Teoria del Cerchio”.
Rappresentando il mondo come un cerchio, potremmo dire che l’Italia rappresenta una piccola protuberanza che ne interrompe l’armonia (figura 1)

.
All’interno del cerchio si muovono le dinamiche mondiali, in tutti gli ambiti, che però non toccano l’italia, isolata dal resto del mondo (figura 2)

. Dal momento che le dinamiche mondiali di certo non interrompono il loro percorso per venire a prendere te in italia, devi essere tu a rompere il meccanismo e ad attivarti per fare in modo di entrare in circolo.
Posta questa situazione, la protuberanza-Italia sta diventando sempre più scomoda. Elaborazione del concetto di “Brufolo del Mondo”, ad indicare che la situazione-Italia, sottoposta a pressioni sempre più forti, (figura 3)

, finirà per esplodere, (figura 4)

, venendo sparata fuori come il più giallo dei bubboni, per concludere la sua esistenza spiaccicata contro lo specchio del cesso del cosmo. In seguito a questo, il cerchio-Mondo potrà ripristinare la sua armonia (figura 5)

.
La Teoria del Cerchio e il concetto di Brufolo del Mondo sono astrazioni di una realtà ampiamente dimostrata da fatti concreti, reperibili su tutte le carte stracce acquistabili nelle edicole italiane.
Dopo questo angolo di intellettualismo spinto, eravamo pronti per uscire. Serata danzante preceduta e seguita rispettivamente da un salto da McDonald e uno da Hungry Jack (a presto per recensioni complete e confronti vari).
Ottimo sabato sera che segue un venerdì consumato quasi esclusivamente camminando in giro per Sydney alla disperata ricerca di un drink a prezzi accessibili.
Mentre camminiamo con la stessa faccia intelligente di una medusa, cercando di identificare milioni di locali solo dall’insegna, ad un certo punto veniamo fermati da una signora che sembrava farsi i cazzi suoi, quando invece si stava facendo i nostri. Come se fossimo in mezzo a un deserto in cerca di un miracolo qualsiasi, ci chiede senza il minimo timore, se crediamo in Gesù Cristo e se per caso, quella sera, avessimo una qualche intenzione di seguirlo.
Rumore di mandibola sul marciapiede, vetri rotti a testate e un rutto lungo come una canzone di Enya. Penso che a Gesù Cristo ho mandato un messaggio l’anno scorso, ma non mi ha mai risposto, per cui mi sono organizzato diversamente.
Girando su noi stessi rigidi come l’uomo di latta e ancora sotto shock, riprendiamo il nostro cammino. Ad un certo punto, intravedo un ragazzo poco più avanti, seduto per terra, che sembrava parlare al cellulare coprendolo con le mani per attutire il rumore della strada.
Mano a mano che ci avviciniamo la verità assume sempre più i contorni di un vero e proprio quadro surrealistico. Il premio Nobel in questione si stava dando da fare per sembrare il più dotato dei Beatboxer (quei fenomeni che fanno mille rumori con la bocca), quando invece stava vincendo con ampio stacco su tutti la gara per il Campione del Mondo di Sputacchi Assortiti, Rumori Meno Indovinati di Sempre e Figure di Merda Planetarie.
Rumore di vite spese per niente, cervelli in polvere e neuroni dispersi come odore di Indian-food in una giornata di vento.
Dopo queste due visioni, ci siamo fatti andar bene il solito drink ai soliti dieci-dollari.
Arriviamo quindi a domenica/oggi mattina, dove una pallidissima controfigura di me stesso dovrà finalmente traslocare nel nuovo appartamento.
Da oggi si conclude la mia avventura in fast food assortiti e mi aspetta almeno un mese di insalata scondita.
Il prossimo post verrà dritto da un comodo divano e magari sarà partorito sorseggiando un vero mojito, fatto in una vera casa.
Apro l’unica anta dell’armadio e mi accingo a ricompattare, di nuovo, tutta la mia vita in formato trenta-chili.
Life 3.zero, parte Prima: completata.

  • ciao, ti leggo per caso…ma le fantastiche immagini che hai suscitato nella mia mente mi hanno strappato più di un sorriso. Bel racconto (e annessa teoria).un post di strada sia chiaro, ma d'altri tempi..questo siun saluto da Giacomo