Vaffanculo

Parlo con te, che hai fatto quasi 20000 km per venire qui e ti metti a cercare la stessa Italia che hai lasciato.
Con te che hai viaggiato più di 20 ore in aereo per venire qui a dire che “la pasta è diversa”; ma soprattutto a te che sei, letteralmente, dall’altra parte del mondo, magari da qualche giorno, da un mese o anche da un anno e ti permetti di sparare a zero su un popolo che non è il tuo, che non puoi dire di conoscere solo perchè “hanno zero storia”, o ancora peggio, parlare degli Australiani come di un popolo limitato, senza cultura, isolati dal mondo o chissà cos’altro.

Piccola nota: le stesse persone che si colorano la bocca di queste assurdità sono le stesse che…sono in Australia!
cioè, se tanto vi fa schifo (o qualsiasi altra cosa negativa) l’Australia, perchè rimanete? e soprattutto, sappiate che nessuno vi tratterrà nel caso decideste di andarvene, anzi, meno curricula che girano per chi rimane.
Nonostante mi sia ripromesso di evitare gli italiani una volta giunto qui, prima o poi capita e sempre più spesso, ultimamente, mi trovo a dover sentire certe affermazioni. Tipo: che due coglioni, la pasta Barilla costa una follia… porca puttana, la mozzarella non si trova ovunque… o ma, guarda quello/a com’è vestito/a… dimmi te se si può andare in giro conciati così… qui si mangiano solo cazzate… costa tutto troppo…

Allora, intanto sembra veramente che viviamo per mangiare e per vestirci, ma poi, che cazzo c’entrano tutte ste osservazioni?
Se cerchi un paese che sia uguale all’italia, semplicemente…rimani in Italia!!
Sempre con questo atteggiamento di lamentarsi di tutto quello che è diverso, per cosa poi?

A me sembra che gli Australiani stiano bene così come stanno.
Ovvio e ripeto, ovvio, che anche qui ci sono le magagne di turno, mica è il popolo eletto dal cosmo, ma nel complesso, bisogna ammetterlo, le cose funzionano.
Ho aperto il giornale di Sydney un giorno e la notizia in prima pagina erano i prezzi di una tal zona residenziale… non morti ammazzati in strada, non truffe ai danni di cittadini e soprattutto, non le buffonate galattiche di quelle quattro salme sedute sulle nostre poltrone ormai ammuffite.
Inoltre, è tutta una questione di prospettiva: se giri il mondo cercando il posto perfetto, continuerai a girare per sempre; se cerchi il posto adatto a te allora forse lo trovi.
Sono venuto qui cercando qualcosa di diverso, come credo la maggior parte di quelli che fanno una scelta così radicale e mi vergogno sentir parlare così certi italiani.
Il peggio che mi sia mai capitato è sentir dire che si possono giudicare gli Australiani nel giro di un mese, tanto sono limitati e stupidi.
Scherziamo?
Ora, probabilmente il cervello di chi ha vomitato una simile idiozia, altro non è che un ammasso di cellule morte, che rimbalza dentro al cranio come una big-babol lanciata dal finestrino di una macchina.

Siamo tutti d’accordo che l’Australia di storia ne ha pochissima, che sono molto lontani da tutto il resto e che sono praticamente assenti dalle maggiori dinamiche mondiali.
Riflessione: che sia proprio questo il motivo per cui tutto sembra funzionare? Parlo ovviamente da italiano che è a Sydney da un mese, ma non si può non notare la differenza in certe cose.
Sicuramente hanno i loro problemi, sia sociali che logistici, che prima o poi vedrò, ma tirando le somme, le molte persone con cui ho parlato e che sono qui da molto più tempo, continuano a ritenerlo un posto fantastico dove vivere.
Se ci pensate bene noi siamo in una posizione ideale: arriviamo qui dopo venti o trent’anni di cultura e storia europee, conosciamo come funzionano le cose “al centro del mondo” e specialmente noi italiani, siamo in possesso di quella sottile arte di arrangiarsi che solo chi ha visto come funziona da noi può avere. Quando arriviamo qui ci portiamo tutto questo, in un posto che ti offre efficienza, possibilità, eventuali guadagni. Il tutto calato in spazi bellissimi, che siano in città o fuori.
L’Australia è una scelta. Se vieni qui dimentica l’italia, o meglio, considerala la tua terra di origine, con cui saranno inevitabili i confronti, ma non giudicare mai.
Sei tu che hai chiesto di venire qui, nessuno ti ha chiamato.
Soprattutto, non venire con quell’atteggiamento di superiorità di chi “vive in mezzo alla Storia del mondo”, perchè poi se andiamo a vedere i fatti, l’Italia ha ben poco di cui vantarsi.

Basta lamentele quindi, fregatene di quella che gira vestita come la Signora in Giallo, o quello con camicia e pantaloni corti e calzini lunghi, o quello col cappotto e infradito. Fregatene se le loro discoteche sono diverse dalle nostre, meno “fighe”, ma più divertenti.
Fai caso invece a quando la gente ringrazia l’autista scendendo dall’autobus, o a quello che si ferma se apri una cartina, o al fatto che nei moduli per fare domanda di lavoro in qualche negozio, manca il campo della data di nascita, come a dire, che cazzo me ne frega quanto vecchio sei, l’importante è che sai fare.
L’Australia è immensa, e sicuramente ci saranno aspetti sociali diversissimi in base alla zona, ovviamente con qualche problema da risolvere, d’altronde come qualsiasi posto terrestre, no?

E poi scusate, ma chi ve lo fa fare di viaggiare due giorni per venire a rovinarvi il fegato a forza di criticare? Non è che magari siete gli stessi che in Italia si lamentano e poi non fanno un cazzo? O peggio ancora, quelli che in Italia va tutto bene?

Ecco, il primo post “cattivo” è andato, ma sono italiano, e di qualcosa dovevo pur lamentarmi no? Come soggetto ho scelto proprio gli italiani “lamentosi”. A voi tutto il mio affetto e un consiglio spassionato:
tornate a casa, che la pasta si fredda.

  • simona

    ciao, voglio “incoraggiarti” e darti un’arma formidabile per controbattere le lamentele degli italiani in Australia lasciandoli a bocca aperta. Quando ti diranno che l’Australia non ha storia, sbagliano. I nativi australiani (noti come aborigeni) sono una delle popolazioni più antiche della terra assieme agli Himba namibiani (con cui peraltro condividono pitture rupestri e tradizioni mitologiche affini, senza che nessuno abbia ancora ben capito perchè); inoltre sbagliano 2 volte perchè i vini più antichi della storia del vino “moderno”, sono proprio AUSTRALIANI! Hai capito bene: non italiani o francesi, ma Australiani. Alla fine del 1800 la “filossera” (parassita della vite) colpì tutti i vitigni europei, sudafricani e americani, ma non quelli Australiani, lasciando in essere la produzione e in vita le piante. Per questo nella storia del vino “moderno” le viti più antiche sono quelle Australiane! 🙂 – Un grosso in bocca al lupo da un’italo-australiana che ha scelto l’Italia e si sta ancora domandando il perchè. (come vedi anche qui le cose non sono tanto diverse, forse è una questione genetica, o semplicemente di vedere mezzo pieno il bicchiere che adesso è di qualcun altro.) Ciao! Simona

    • ciao Simona e grazie!
      sapevo che gli Aborigeni erano antichissimi e non ancora conosciuti appieno, ma ignoravo similitudini con altre popolazioni! Tra l’altro gli Himba non li conosco per niente…
      Come non sapevo la storia dei vini! Dove posso trovare più info in merito a questa storia?