Punto e a capo

Punto e a capo

Scusate la lunga assenza.
Ero impegnato, logisticamente ed emotivamente, a ridare dignità ai senza tetto portando loro zuppe e vestiti, contrastare il crimine notturno di Kings Cross e gestire una lunga selezione per un lavoro che speravo di ottenere.
Piccola precisazione: solo una delle suddette attività corrisponde al vero.

Esatto. Contrastare il crimine notturno a Kings Cross.
Cosa che probabilmente ha influito molto anche sul fatto che non ho ottenuto il lavoro.

Flashback.

Mi sveglio una mattina più rincoglionito del solito, mi vesto automaticamente, mi sciacquo ripetutamente nella speranza di passare in posizione “apparentemente vigile” ed esco di casa in direzione cappuccino gigante.
Sulle spalle il fedele zaino con ripieno di quaderno per appunti e ispirazioni varie (le belle idee arrivano sempre quando meno te lo aspetti, nel mentre di un corpo a corpo con il cesso, per esempio) e iPad, in modo da rispondere a qualche email, controllare qualche sito e navigare senza meta nel web alla ricerca di “quello spunto in più” per migliorare sempre di più questo blog e ambire finalmente a qualche riconoscimento su scala mondiale.

Detto fatto, sentendo ancora alle mie spalle la grassa risata della mia immagine riflessa allo spiecchio alla mia vista, percorro ancora in preda agli ultimi sbadigli la breve distanza che separa la casa a Seaforth in cui vivo ora e il coffee shop in cui lavoro.

“Calma fermati un attimo, cazzo”. Questa è la frase che dovrebbe uscire dai vostri pensieri durante l’attentissima lettura di queste righe, seguita a ruota da: “Che cazzo è sta storia della casa a Seaforth e coffee shop in cui lavori?? ma non vivi a Redfern e lavori al Casinò?”

Ovviamente mi aspetto tutto questo da quelli di voi che mi seguono assiduamente, alcuni anche fisicamente, sempre visibili al di là della strada di fronte alla mia casa di turno.

Altro flashback.

C’era un tempo in cui io e la mia scultorea persona vivevamo in armonia in quel di Redfern.
Il sole sorgeva alto nel cielo durante gli ultimi strascichi di un ottimo aututnno, intervallato spesso da piogge torrenziali. Ogni tanto una sparatoria in sottofondo, la notizia dell’ennesimo inseguimento e qualche disadattato buttato per strada facevano da sfondo. Insomma, tutto procedeva bene.
Se non che, dopo una relazione finita in maniera inaspettata, nello stesso soleggiato giorno mi sono ritrovato in stazione, altro zaino in spalla, direzione “qualcuno che mi ospita”.
Questo qualcuno è un’amica che gentilmente si è fatta avanti per darmi rifugio e un pasto caldo, che vive appunto a Seaforth e che di nome fa Nonvelodicoperquestionidiprivacy (volevo solo finire la frase così).

Così, per riassumere, mi ritrovo a Seaforth, ridente e verdeggiante area a nord di Sydney, a nord di Manly, a nord di un altro ponte oltre a quello famoso. Insomma, un bel pò a nord per i miei gusti, ma va bene lo stesso.

Per quanto riguarda il lavoro, se abbinavo la mia presenza al Casinò a quella in un hotel nei dintorni, dopo il cambio di programma e relativa residenza, mi sono ritrovato nella necessità di trovarmi qualcos’altro. Possibilmente nei dintorni della mia nuova “casa”.

Durante il terzo giorno, ancora scosso dai recenti avvenimenti, decido di coccolarmi con il solito caffè gigante e, essendo nuovo della zona, inizio ad esplorare i dintorni in cerca di un coffee shop.
La ricerca dura pochissimo, il tempo di una prima volta, avvistando subito dietro l’angolo le grandi insegne di un coffee shop molto invitante.
Entro, balbetto un “large cappuccino”, il barista mi risponde che lo fa subito, io dico: sei italiano? lui sorride annuendo. Dico: cercate qualcuno per caso? Dice certo, parla con lei che è la propietaria, indicando un altro sorriso al suo fianco.
Tre minuti dopo avevo un giorno di prova fissato, al termine del quale avrei ottenuto il lavoro in quel coffee shop.

Lo stesso coffee shop in cui mi sto recando all’inizio di questo articolo.

Con davanti la mia dose di caffè in un coloratissimo bicchiere verde-fastidio, mi ritrovo a candidarmi per lavori vari attraverso l’iPad, fino a quando succede un piccolo imprevisto.

Sarà la sveglia non ancora completa, sarà un attimo di distrazione, ma ad una offerta di lavoro mando la mia candidatura completamente priva di curriculum e di lettera di presentazione. Praticamente ho mandato solo nome, cognome ed email, cosa che corrisponde senza ombra di dubbio all’immediato cestinamento del mio nome, non più di tre secondi dopo l’averla vista.

Dieci minuti dopo, quando ormai avevo dato per persa quella possibilità, mi arriva una email, forse leggermente ironica, che dice:
grazie per la tua applicazione, ma cerchiamo gente con esperienza…
Tuttavia, invece di demoralizzarmi e abbandobarmi ad una esistenza di vizi e flebili piaceri, rispondo pronto alla stessa email, scusandomi dell’inconveniente e allegando subito il mio cv, cercando di recuperare l’errore.
Email a cui mi rispondono dopo pochi minuti, assicurandomi un contatto il lunedi successivo.
Piccolo successo inaspettato.

Il lunedì successivo, mentre splendido nella mia uniforme da “gente dell’hospitality” mi aggiro efficiente nei corridoi dell’hotel, mi arriva la chiamata promessa, sostengo un piccolo colloquio e mi dico disponibile ad uno di persona.

Mi presento al colloquio fresco e in forma come Brad Pitt in Troy (per alcuni ero più Ewen Bremner in Trainspotting), dove sostengo un colloquio ben fatto, per un posto di lavoro praticamente identico a quello che facevo in Italia.
Concludo mettendo in chiaro che ho bisogno di ottenere la sponsorship (il famoso Visto 457) per lavorare full time, e chiedo: siete disponibili?
Mi ero già preparato ad una rauca risata quando invece sento una melodia caldissima: certo, siamo disponibili a farti la sponsorship, non c’è problema.
Tentando di nascondere un sussulto (e una leggera erezione), stringo mani colmo di riconoscenza e assicuro la mia completa disponibilità ad un secondo colloquio (così come a pratiche sadiche sulla mia persona o qualsiasi altra cosa, compreso l’accudire i parenti anziani di tutto lo staff).

Il giorno dopo, splendido come Tom Cruise in Cocktail (ma qualcuno direbbe come Jim Caviezel nella Passione di Cristo) mentre prendo il sole in Circular Quay, mi arriva la conferma per il secondo colloquio e la loro disponibilità alla sponsorship.

Già mi vedevo con un mutuo di cinquant’anni per quattro mura traballanti nel bush. Già mi vedevo acquistare una carretta di sesta mano. E la cosa mi piaceva un sacco.

Una settimana dopo, bello come George Clooney in Ocean Eleven (ma qualcuno direbbe più come Christian Bale in The Machinist), mi presento al secondo colloquio, durante il quale mi gioco tutto, anche promesse di fedeltà eterna e di iniziare a bere mojito.
Si conclude dicendo che avrebbero visto anche un’altra persona, ma che non dovrebbero esserci problemi. Magari posso pure iniziare a trovare casa nei dintorni, in attesa della risposta finale, il mercoledì successivo.

Essendo venerdì, già stavo cercando nuovi hobby per riempire quei pochi giorni, che data l’importanza della cosa sembravano due mesi. Tuttavia, tra i due lavori che mi ritrovo e svariate attività a cui mi dedico (vedi prima riga), il tempo è trascorso e la mattina di mercoledì, con tutto un giorno libero davanti, mi ritrovo alle otto di mattina sveglio, lavato e profumato a fissare lo schermo buio del telefono, in attesa del cambio vita.

Andrà avanti così per tutto il mercoledì e il giovedì, quando nel tentativo di smuovere le acque e dare una piega agli eventi, mando una timida email dicendo che “io sono qui eh… quando volete magari ditemi qualcosa…”.
Nessuna risposta. Nessuna chiamata.
Arriva sera quando ormai pensavo di correre fino a Melbourne per smaltire la tensione, ma alla fine il sonno ha la meglio, facendomi sprofondare in una notte agitata.

La mattina dopo sveglia all’alba e via di autobus fino a Wynyard station e successiva camminata fino al Casino, dove tento di distrarmi lavorando, con scarsi risultati. Alle undici non resisto più e chiamo l’azienda.

Ci dispiace davvero ma non possiamo procedere.

In quel momento, una parte di me già lo sapeva, ma faceva di tutto per rimanere zitta e lasciar parlare l’altra parte di me, quella che recentemente mi sussurrava dai che stavolta è andata.
Chiedo spiegazioni.
Viene fuori che la posizione per cui dovevano assumermi non figura tra la lista di quelle sponsorizzabili e che, nonostante abbiano valutato diverse opzioni, non possono procedere oltre. Assumeranno qualcuno senza bisogno di sponsorship.

Così è la vita. O meglio, così è la vita in questo periodo che non fa niente per essere messo tra gli album dei bei ricordi.
Tutto il resto del venerdì, ieri nel momento in cui scrivo, trascorre in uno stato di sconsolatezza e rabbia, soprattutto per esserci arrivato così vicino per poi dover ricominciare di nuovo.

Tuttavia, ben lungi dall’abbandonarmi ad una vita di sregolatezze e atteggiamenti lascivi, dopo la dovuta riflessione sugli eventi trascorsi e l’aver metabolizzato il colpo, il giorno di oggi mi ha visto protagonista nell’ennesima modifica ai cv, nella ricerca di altre posizioni aperte, nella contemporanea ricerca di una nuova casa e nel proseguire sempre a testa alta.

Se come dicono quello che non uccide ti fortifica, alla fine di questo periodo sarò il migliore dei Power Rangers, la migliore armatura di Ironman o semplicemente me stesso, con la differenza che ce l’avrò fatta.
E qualcuno da qualche parte, volendo elogiare se stesso, scriverà una frase del tipo quel giorno mi sveglio fresco e raggiante, come Giordano in Vivere a Sydney.

cambiamento

  • Gillian

    Cos’è successo? Ti sei Sfidanzato? E la casa???

  • Lorella

    Mi sono spostata nell outback del Qld ed in 4 mesi siamo arrivati al 457. Da luglio costerà di più fare domanda per coprire anche i controlli che verranno intensificati. Mentre a Sydney sembra un ago nel pagliaio, nell outback le aziende si sono lamentate che costi di più importare un lavoratore!

    • Interessante.
      Si avevo sentito che in quelle aree è tutta un’altra cosa.
      Io purtroppo sono vincolato alla scuola al momento.
      Voi in che settore avete trovato?

    • Interessante.
      Si avevo sentito che in quelle aree è tutta un’altra cosa.
      Io purtroppo sono vincolato alla scuola al momento.
      Voi in che settore avete trovato?

      • Sonia KarmaHolic

        Outback? Qld? 457? AIUTO…Senti Giordano cosa consigli…un WHV o una Student VISA? So che avrai poco tempo e che lo scopo di questo blog non è questo…ma posso contattarmi privatamente per farti due domandine facili e veloci? 🙂 grazie

  • gino

    non hai fratelli, sorelle in italia?, la tua famiglia che dice di questa tua voglia di rimanere in australia? non ti mancano?

    • la mia famiglia mi supporta al massimo.
      non è che perchè sono qui allora gli faccio un torto…
      credo che ognuno debba vivere la propria vita per come se la sente. Gli affetti rimangono dentro di noi ovunque siamo.
      e non contano nemmeno come peso aggiuntivo in valigia!

  • antonia

    Ciao Giordano

    ti seguo da un po’!! e capisco bene di cosa parli… io sono a Brisbane da 6 mesi ..

    quel VISTO e’ un miraggio!!

    non buttarti giù e in bocca al lupo 🙂

    antonia

    PS: anche io ho un blog dove racconto della mia esperienza

    http://intervistedalmondo.wordpress.com

    • eh lo so…
      però si ottiene solo provandoci!!! a te come va?

      • antonia

        In generale molto bene … nel senso che in Australia sto benissimo 🙂
        lavoro, anche tanto … ma solo in casual job … purtroppo sono con il WHV
        e quando mandi il CV alle aziende … a volte ti escludono perché non sono disposti a farti da sponsor…
        be’ cose che di certo conoscerai benissimo!
        ad ogni modo, sono d’accordo con te … BISOGNA PROVARCI 🙂
        a presto
        antonia

  • Stefy

    Ciao Giordano,

    scusa la domanda,ma è vero che da Luglio cambieranno le regole per ottenere lo sponsorship ? Ho navigato in lungo e in largo ma ho trovato solo interpretazioni spesso una all’opposto dell’altra.

    • ciao Stefy,
      ogni anno cambiano qualcosa, ma non so quest’anno che modifiche apporteranno. Ho sentito però che intesificheranno i controlli per evitare sponsorship non in linea con le normative. Sei in corsa per un 457?

      • Stefy

        Ciao Giordano,

        la mia corsa deve ancora cominciare, per la precisione comincerà ad Agosto 🙂 diciamo che sono nella fase di riscaldamento.

        Io andrò a Brisbane almeno per il momento e poi si vedrà … e se facessi la koala sitter?A parte gli scherzi, visto la mia veneranda età (35,) dovrò tornare sui libri 🙂

        • a dirla tutta non è la scuola che mi pesa, anzi.
          mi raccomando riscaldati bene che poi c’è da correre!!

          • stefy

            che la maratona abbia inizio allora! 🙂